Non fermarti alla prima impressione. Tutta la saggezza di questo desueto modo di dire mi è apparsa lucentemente chiara quando mi sono imbattuta in Santander in un giorno.

Ero alla fine di un incantevole on the road in Spagna del Nord. (Ti racconto il mio intinerario in questo articolo). Dopo una (genuina) scorpacciata dei più svariati scenari naturali, ero del tutto restia a tornarmene tra gli edifici della città.

E invece visitare Santader in un giorno mi ha magnificamente sorpreso. Ti racconto.

Riassunto di cosa vedere a Santander in un giorno

🚗Se Santander è solo una delle (belle) tappe in un viaggio più ampio in Spagna del Nord ti consiglio di noleggiare l’auto su questo sito. Io mi trovo sempre molto bene!

Santander in un giorno: cosa vedere

Un broncio deciso mi accompagna per tutto il tragitto dall’aeroporto fino all’hotel. Tuttavia, appena scesa dal taxi, mi sorprendo a essere di buon umore. Qualcosa in questa città si discosta piacevolmente dall’idea che mi ero costruita.

E il mio umore migliora ancor più quando vengo famigliarmente accolta dal proprietario del piccolo e curato hotel che ho prenotato. Un italiano felice di parlare con italiani degli italiani.

Se la premessa è questa decido di dare una possibilità a questa città. Santander sorprendimi!

Santander, Cantabria, Spagna

(Una delle) spiagge di Santander

La spiaggia di El Sardinero è il mio approccio alla città. Dopotutto il mio hotel si trova a pochi passi perciò la mia visita di Santander in un giorno inizia banalmente da lì.  Un lungomare energico, frequentato da famiglie e surfisti.

Rimango fin da subito piacevolmente sconvolta dalla precisione e dall’accuratezza che vedo ovunque: aiuole ben tenute, marciapiedi curati. Niente sporcizia in giro. Tutto è ordinato e funzionante. WOW.

Penisola de la Magdalena

Mi godo il lungomare per l’intera passeggiata che mi porta/fino alla Penisola de la Magdalena. Una inconfondibile lingua di terra nel Mar Cantabrico.

Seriamente accaldata mi fermo – con un alto grado di scetticismo – a prendere un gelato in uno scialbo carrettino proprio davanti all’ingresso dell’enorme parco.

Bene. Questa è la seconda volta che sbaglio a fidarmi della prima impressione. Credimi se ti dico che quello è stato il gelato più clamorosamente buono che abbia mai mangiato (all’estero, e forse non solo).

Penisola de la Magdalena

Ora sono prontissima per lasciarmi meravigliare dal Palacio Real, la perla della Penisola de la Magdalena. Un’edificio dall’estrema eleganza: in passato corte estiva dei sovrani spagnoli, oggi sede dell’Università Internazionale. Dimostra appieno tutto il buon gusto di chi la fece costruire.

Visitando Santander in un giorno lascio perdere gli interni del palazzo e mi limito a gironzolare nella piacevole penombra del parco.

Sto tornando verso l’uscita quando la mia attenzione viene catturata da quattro anacronistiche navi, piantate sulla terraferma. Incuriosita, leggo con avidità il cartello illustrativo e scopro “El Hombre y la Mar”. Un omaggio a un noto navigatore, ovviamente originario di Santander.

Cosa vedere nel centro di Santander

Il mio giretto in centro inizia dalla più classica tipicità spagnola: il mercato. In questo caso il Mercato del Este. Posto allegro, ottime vibes, super frequentato.

Mi addentro curiosa per le vie del centro, ma le tante serrande abbassate sono un chiaro segno che la città si trova in piena siesta. Ahimè il tanto desiderato shopping (rigorosamente culinario) è rimandato a più tardi.

Mi riavvicino allora al mare per salutare la stoica Cattedrale di Santander e mi ritrovo di nuovo a passeggiare a braccetto con il mare. Sono sul Paseo de Pereda, davanti a me le linee contemporanee del Centro Botìn mi danno il benvenuto su questa via pedonale panoramica.

Centro Botin Santander

Una robusta gru di pietra è un altro punto nevralgico del lungomare. E poi incontro loro. Quattro ragazzini che giocano a tuffarsi in mare. Son le statue “Los Roqueros”, ricordo dei bambini orfani (o molto poveri) di Santander che per sopravvivere raccoglievano quello che veniva buttato in mare della barche di pasasggio.

Deliziata e altamente soddisfatta rientro in hotel.

Los Roqueros a Santander

La zona del porto: Barrio Pesquero di Santander

Quando ritorno in centro, nel tardo pomeriggio, le attività  hanno ripreso il loro caratteristico brusio. Non perdo tempo e nel primo negozio che mi ispira mi lascio prendere la mano e faccio una scorta (più o meno decennale) di acciughe del Cantabrico. Questa è gioia.

Aspetto il bus che in circa mezz’oretta mi conduce al Barrio Pesquero. La zona del porto di Santander. Ovvero la mia destinazione per una cena a base di (eccezionalmente eccezionale) pesce.

Barrio Pesquero a Santander

Arrivo prestino (in Spagna le 20 sono come le 18 in Italia) e ho il tempo per gustarmi un po’ la zona. Devo ammettere che non offre molto così mi siedo su una panchina e guardo il mare. Ecco che quattro ragazzini – con le chiappe al vento – stanno allegramente giocando a tuffarsi in mare.

La semplicità e la spontaneità di questa scena mi rimangono addosso.

Sono grata che per gli standard dettati dai social il Barrio Pesquero non offra molto. Perché altrimenti questa scena sarebbe stata offuscata da qualche attrazione più instagrammabile. E invece, l’immagine di quei bambini sinceri, è il ricordo più dolce che ho di Santander in un giorno.

Ah! Dimenticavo di dirti che la cena è squisita e il pesce una bontà.

Ero partita con una richiesta: “Santader, sorprendimi!”. E così ha fatto. Con la sua onestà, schiettezza e – non per ultimo – bellezza.

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