L’ho desiderata leggendo di lei. Me ne sono invaghita osservando vecchie foto in bianco e nero. È stato un colpo di fulmine una volta che ho l’ho incontrata. E come tutte le storie d’amore che si rispettino il primo incontro con Kyoto è stato sì avvincente, ma debitamente inusuale.

Non mi conosci (ancora)? Molto piacere sono Jessica e il mio lavoro è quello di scrivere itinerari di viaggi con personalità, la tua. Sì, perché ogni itinerario su misura che creo rispecchia la tua unicissima persona per trasformarsi in una storia da ricordare, e raccontare.

 

Scopri se posso esserti utile e leggi le recensioni di chi si fida di me.

Per risparmiare – il motivo è sempre quello eheh – io e marito alloggiamo in una zona pressoché lontana da tutte le attrazioni turistiche della città ma serenamente vissuta dalle persone del posto. Come piace a noi. Tuttavia, è solo dopo un volo intercontinentale e una corsa in shinkansen che ci accorgiamo che il nostro (bel) appartamento affaccia su un cimitero.

Ecco, quel sereno cimitero cittadino è stata la scintilla che mi ha fatto avvampare per Kyoto. Proprio così.

Quello che stai per leggere è, quindi, l’ampolloso racconto di cosa vedere a Kyoto in 5 giorni. Ma ricorda la mia premessa: ADORO Kyoto, perciò abbassa di un tono il grado di entusiasmo contenuto in questo articolo. Così da avere una visione più oggettiva della città (perché da me sentirai solo parole di encomio).

Quanti giorni servono per visitare Kyoto

Ho trascorso 5 giorni (e mezzo, ad essere precisa) a Kyoto e sono stata completamente soddisfatta.

Ho visitato per benino la città e ho agghindato il tutto con diverse – e bellissime – escursioni, più o meno lontane. Per un primo viaggio in Giappone ti consiglio quindi di fare altrettanto e di dedicarle almeno 5 giorni.

Se vai di corsa ragiona su 3 giorni per limitarti (ovviamente) solo a Kyoto città.

Cosa vedere a Kyoto in 5 giorni

Giorno 1: Kinkakuji – Ryoanji – Foresta di Arashiyama

Il jet lag del primo volo intercontinentale non si scorda mai.

Il sole accenna appena a sorgere quando io sono già pronta per uscire. Marito, invece, dorme ancora e così mi metto sul balconcino del nostro appartamento a osservare le sonnacchiose vie di Kyoto.

Tutto è ancora immobile se non per il tranquillo monaco che perlustra il cimitero dirimpetto a me (sì, è proprio quello di cui ti ho parlato qualche riga fa). Gesti cauti accompagnati da un silenzio coinvolgente. Ammiro la scena partecipe e emozionata. Quel luogo riesce a trasmettermi una positività involontaria – che ricordo ancora con affetto.

Insieme ai lavoratori in bicicletta e ai diligenti scolaretti in uniforme usciamo anche noi.

Il Kinkakuji, il Padiglione d’oro, “non è tanto lontano” dall’appartamento e così mi avvio con marito a piedi. 20 minuti di strada che si dilatano per includere una colazione a base di matcha latte, stupore per le auto rettangolari giapponesi, innumerevoli saluti ai tanuki posti all’ingresso di case e negozi, adorabili passaggi a livello dal gusto retrò.

E poi eccolo lì. Bello e splendente (non troppo in realtà visto la coperta di nuvole stesa su di lui): il Kinkakuji. Un tempio ricoperto di un’ammaliante foglia d’oro con un gradevolissimo giardino intorno. Rimango a bocca aperta finché non mi richiama alla realtà un gruppo di piccoli studenti che mi chiedono, gentili e curiosi, se possono consegnarmi la brochure della loro cittadina, Izumu. È il mio primo incontro con il coinvolgente zelo giapponese.

Tempio del padiglione d'oro di Kyoto

“Non è tanto lontano”. Convinco facilmente marito a proseguire (ancora) a piedi, fino al tempio Ryoanji. Sono qui solo per un motivo: il suo meravigliosamente meraviglioso giardino secco. Tolgo le scarpe e mi siedo a contemplare l’arguzia di queste pietre che – da qualsiasi angolazione le si osservi – non si fanno mai vedere tutte insieme. È esattamente come lo avevo immaginato.

Tempio Ryoanji

Mi spingo leggermente fuori città per raggiungere Arashiyama dove pranzo con degli incredibili takoyaki in una viuzza del tutto secondaria. Arrivata sulla strada principale (al suon di “non è tanto lontano”) rimango stordita per la quantità di graziosissime persone in kimono che vi ritrovo.

Faccio due passi nella foresta di bambù ma sono più ammagliata dalla morbidezza delle severe linee geometriche di questi ricercati abiti che dalla foresta di per sé. Così cambio zona e scopro angoli di templi e palazzi belli da togliere il fiato avvicinandomi sempre più al Katsura river, che oggi ha i colori della terra.

Tempo di un gelato al matcha – che non mi convince appieno – e rientro in appartamento, felicemente sfinita.

Giorno 2: Castello di Himeji – Nijo Castle – Nishiki Market

La prima volta che ho considerato i tombini come qualcosa di più che inquietanti buchi camuffati da evitare è stato a Himeji.

Himeji – di solito – non è la prima scelta quando si pensa cosa vedere a Kyoto in 5 giorni. Ma il suo ardito castello, dal nome deliziosamente poetico, mi attira come un orso col miele.

Perciò prendo il treno che in circa un’ora mi accompagna in questa cittadina poco oltre Osaka. Ad accogliermi c’è l’onnipresente mascotte la cui forma mi ricorda un mochi con un buffo cappello, a castello. E poi ci sono loro. I tombini. Belli, bellissimi. Piccole e minuziose opere d’arte a misura di piede.

Percorro un lungo viale senza staccare gli occhi da terra finché non mi ritrovo praticamente a sbattere contro lui, il Castello dell’Airone Bianco. Un bell’imbusto che ha conservato la sua aria fiera e il suo aspetto vigoroso nonostante abbia vissuto guerre, terremoti, incendi.

Mi addentro nei curati giardini che lo circondano a braccetto con marito e con un’umidità assillante che non mi molla per l’intera visita. Gli interni lignei sono splendidi e magnificamente conservanti e la visuale sulla città interessante.

Castello Himeji Kyoto

Tempo di divorare un bento alla stazione e torno a Kyoto per un altro castello, quello di Nijo. La leggera ma costante pioggerella che ha iniziato a cadere lo rende ancora più suggestivo ma, ahimè, sono arrivata troppo tardi per entrare.

Così – incalzando di nuovo marito con il mio “non è tanto lontano” – arrivo a Nishiki Market. Il mercato più conosciuto di Kyoto che offre piacevoli stravaganze tra il cibo e l’oggettistica in mostra. Non resisto a comprare un paio di bacchette personalizzate con il mio nome.

Sono a malapena le 18:30 ma le mie gambe chiedono pietà (maledetto “non è tanto lontano”!) e nel mio stomaco c’è una voragine. Mi fiondo su un delizioso ramen bruciato che mi dà le giuste energie per trascinarmi fino a casa.

Cosa vedere a Kyoto in 5 giorni. Giorno 3: Fushimi Inari Taisha e la città di Nara

Voglio farlo per bene. È la mia prima visita a un santuario shintoista perciò faccio un bel respiro, osservo, apprendo, replico.

Mi sento impacciata e goffa ma ci metto tutta la mia scrupolosa volontà per eseguire gli studiati gesti in sequenza al temizuya. La fontana che trovo all’ingresso, usata dai visitatori (come la sottoscritta) per purificarsi prima di entrare al santuario.

Sono davanti al Fushimi Inari Taisha. Famoso, famosissimo, per il tunnel di torii rossi, è molto di più. Rimango incantata dallo sguardo severo delle volpi che mi osservano, dalla precisione dello shimenawa che delimita lo spazio sacro, dalla leggiadria degli ideogrammi incisi sui torii. Per quanto caotico trovo tutto estremamente piacevole. Un luogo imperdibile quando valuti cosa vedere a Kyoto in 5 giorni.

Santuario torii, cosa vedere a Kyoto in 5 giorni

Ma il Fushimi Inari è solo una tappa intermedia. La mia destinazione di oggi è Nara, l’antica capitale del Giappone. Uno scrigno di indelebili bellezze architettoniche intervallate da un enorme parco pubblico, casa di moltissimi cervi.

Osservo tutto con uno sguardo insaziabile: il tempio Kofukuji, il santuario Kasuga, l’incredibile Todaiji, il giardino Isuien. Il Nara koen. Qui mi sorprendo a contemplare dei cervi educati che attraversano la strada sulle strisce pedonali e che fanno l’inchino a innumerevoli turisti. 

Personalmente mi trovo più a mio agio con l’affabile e simpatica mascotte-cervo della città che con i suoi cugini in carne e ossa. (Basta guardare la foto qua sotto). Ma Nara rimane una bellissima escursione da includere in cosa vedere a Kyoto in 5 giorni.

Giorno 4: l’isola di Miyajima (Itsukushima)

Determinata e risoluta salgo sullo shinkansen con il mio Japan Rail Pass convalidato. È solo quando il controllore mi fa notare le postille contenute nel biglietto cartaceo che divento viola e mi accorgo di essere su un treno Nozomi. NON incluso nel mio pass. Ops.

Mortificata scendo alla prima stazione e sono già in panico credendo di perdere tempo per arrivare alla mia lontana destinazione. E invece passano esattamente 3 minuti quando l’altro shinkansen mi recupera ospitale: isola di Miyajima, arrivo!

La breve traversata in battello accende il mio entusiasmo anche se a sbarcare siamo un po’ in troppi, per i miei gusti.

Il santuario di Itsukushima è la mia prima – e scontatissima – tappa. Il torii rosso orlato dalla laconica acqua del mare mi appare estremamente elegante e incredibilmente fragile nella sua bellezza solitaria.

Isola di Itsukushima

Visito brevemente il santuario per andare poi diretta verso il monte Misen. La lunga coda per la funivia scorre che è un piacere e in molto-meno-di-quanto-avessi-preventivato sono in cima. Sono fortunata. Oggi il cielo non si può definire limpido ma è comunque pulito e il panorama mi abbraccia con trasporto.

Il tempo è fuggito troppo velocemente ed è quasi ora di tornare nella lontana Kyoto. Non prima però di approcciarmi alle due specialità dell’isola. È tutto il giorno che ostriche e foglie d’acero mi pedinano. Visto l’orario scarto a priori le ostriche ma assaggio volentieri quel dolcetto soffice soffice e ripieno, a forma di foglia d’acero appunto. Scopro così la mia folle passione per i Momiji manjū.

Dal traghetto saluto l’isola avvolta dalla luce del tramonto che qui sembra molto più mistica e spirituale che altrove. Una piccola parte di me rimpiange di non aver trascorso una notte a Itsukushima. Marito non si fa di questi problemi, sta già russando sul sedile a fianco al mio.

Cosa vedere a Kyoto in 5 giorni: isola di Miyajima

Giorno 5: Villa imperiale di Katsura – Kiyomizudera – Gingakuji – Gion

È servito un certo grado di impegno per arrivarci. Nonché una discreta capacità di orientamento. E finalmente, una volta lì, al cancello, mi sento dire che non posso entrare. La colpa è solo mia; ero così emozionata all’idea di vedere la Villa imperiale di Katsura che mi è sfuggito l’unico dettaglio importante. La visita è SOLO su prenotazione.

Con il cuore un po’ incrinato cerco rifugio in un cafè per recuperare la colazione e la giornata. E mi imbatto in un posticino intimamente intimo, frequentato da una manciata di anziani del posto che mi regalano uno dei ricordi più autentici di questo viaggio a Kyoto. Okinii, grazie.

Cosa vedere a Kyoto in 5 giorni: tempio Kiyomizudera

Rifaccio il percorso a ritroso per ritrovarmi circondata da una fiumana di gente. Sono sulla tanto famigerata via Sannenzaka (esempio superlativo di overtourism) in direzione Kiyomizudera. Il “Tempio dell’acqua pura” mi attende con la sua iconica terrazza in legno meticolosamente impacchettata, in ristrutturazione. E va beh. Un altro intoppo che tuttavia non riesce a rovinarmi lo spettacolo di questo complesso.

Cambio atmosfera, visitando poco prima che chiuda il Ginkakuji, il Padiglione d’argento. Lo trovo piacevolissimo e rimango interdetta sia dall’equilibrio del giardino che lo circonda, sia dal preciso (quasi pignolo) signore delle pulizie che sta spazzando il fondo di un canaletto in pietra. Già regolarmente pulito, a mio avviso.

Tempo di riprendere fiato in appartamento e sono di nuovo fuori, in una delle strade più seducenti di Kyoto. Quella di Pontocho. Con marito ci concediamo una romantica cenetta vista fiume e poi facciamo due passi per Gion. Sono di spalle quando sento d’un tratto quel rumore inconfondibile. Fuggevole, deciso, dettato dalla facilità dell’abitudine. Tempo di voltarmi e la vedo. Una geisha, nella sua straziante e ricercata eleganza. Non potevo chiedere di più da questa giornata e da Kyoto.

Cosa vedere a Kyoto in 5 giorni: tempio Ginkakuji

Se hai un giorno in più da spendere a Kyoto ti consiglio di fare una piccola e deliziosa escursione a Uji. Uji era la città del tè verde, ora il tè viene accompagnato dal nuovo Nintendo Museum.

Prosegui poi per Tokyo, in questo articolo trovi il mio itinerario per visitare la capitale in 5 splendidi giorni. Se invece stai pensando di andare in Giappone in autunno ti lascio questa idea di viaggio da fare tua.

Creiamo insieme il tuo viaggio, su misura

Un itinerario personalizzato creato sulla tua persona. Unico. Proprio come te. Non esitare a contattarmi, sarò felicissima di aiutarti a trasformare la tua prossima avventura in realtà.

Grazie!