Per fugare ogni dubbio, ti dico che non serve il passaporto per un viaggio in Irlanda. (Discorso ben diverso invece se ti spingi in Irlanda del Nord, ma quella è un’altra storia).
Il destino (a volte) sa il fatto suo. Mi sono crucciata per anni perché il mio viaggio in Irlanda on the road mi era stato insensibilmente strappato via insieme a un pezzetto del mio cuore. E poi, 7 anni dopo, mi ritrovo su quest’isola felice a essere davvero felice.
Personali vicissitudini amorose a parte, questo è un articolo per esplorare in lungo e in largo l’Irlanda on the road 10 giorni.
Quanti giorni ci vogliono per girare l’Irlanda?
Ho visitato l’Irlanda on the road in 10 giorni. E trovo che sia stato un periodo squisitamente equilibrato per un bel tour della parte sud-ovest.
Rimango poi fermamente convinta che noleggiare l’auto sia il modo migliore per entrare in confidenza con quest’isola.
Certo, abituarsi a guidare a destra non è semplicissimo. Ma una volta che si è presa la mano si ha la più completa libertà.
I verdi panorami, i soffici paesaggi, il clima capriccioso, perdono di sapore dietro al vetro offuscato di un bus o di un treno. Affidarsi alla puntualità dei mezzi pubblici è limitante. E l’Irlanda va vissuta in modo impreciso.
Qual è il periodo più bello per andare in Irlanda?
Ti direi di organizzare il tuo viaggio in Irlanda on the road di 10 giorni tra fine maggio e metà settembre. In questi mesi le temperature sono gradevoli e i colori vividi. Ma la pioggia fa sempre parte del gioco.
Io ci sono stata a settembre e non ho di che lamentarmi. Ho ammirato cieli bluissimi. Sono stata anche presa di mira da una pioggia caparbiamente insistente, sballottata da un vento campione di pesi massimi, abbracciata dai tiepidi raggi di sole, ammagliata da arcobaleni inediti. Insomma, ho vissuto il classico clima tipico irlandese.
Riassunto Irlanda on the road 10 giorni
- Giorno 1: da Dublino a Kilkenny
- Giorno 2: Rock of Cashel, Kinsale, Kilarney National Park
- Giorni 3-4: Ring of Kerry
- Giorno 5: Penisola di Dingle
- Giorno 6: Cliff of Moher e Burren National Park
- Giorno 7: Isole Aran
- Giorno 8: Galway e Dublino
- Giorni 9-10: Dublino
🚗 Per vivere in libertà l’Irlanda prenota da caso un’auto a noleggio, ti consiglio di dare un’occhiata a questo sito. Io mi sono sempre trovata (molto) bene!
Giorno 1: Da Dublino a Kilkenny
Atterro a Dublino nel primo pomeriggio, con una puntualità inaspettata. Rapida, noleggio la macchina in aeroporto che avevo prenotato da casa su questo sito.
Arrivo euforica al parcheggio, quando il mio cervello connette all’improvviso: oh caspita…qui si guida a destra! Improvvisamente un sudore freddo mi imperla la fronte. Poi penso che tanto al volante ci sarà marito e tiro un sospiro di sollievo.
E così, tra una curva tagliata un po’ troppo stretta e una precedenza mancata, inizia questo promettente viaggio in Irlanda on the road di 10 giorni.
La prima tappa è la cittadina di Kilkenny, abbracciata dal fiume Nore. Quando arrivo la luce del giorno si è fatta timida. Il che rende gli intricati vicoli medievali, le tipicissime case colorate, e il distinto castello ancora più affascinanti. Mi stendo sul prato del parco e osservo allegre famiglie giocare a Lacrosse (non ho inteso nemmeno una regola, ma è stato bellissimo).
L’ospitalità irlandese si manifesta fin dalla prima sera quando ceno in un vivace pub canterino e finisco a dormire in un adorabile B&b formato famiglia.
Dove mangiare? Matt The Millers Bar & Restaurant per assaggiare piatti tipici e godersi della musica irlandese dal vivo.
Dove dormire? Tess’s guest house a Freshford (circa 20 min da Kilkenny).
Giorno 2: Rock of Cashel, Kinsale, Killarney National Park
Rock of Cashel (o Rocca di San Patrizio) è la prima mistica destinazione di oggi. Questa rocca ammaccata è uno dei siti archeologici più importanti d’Irlanda; perciò, mi alzo di buon’ora – con l’aria ancora pungente e di gente ne circola ben poca – per visitare questa bellezza (quasi) in solitaria.
E devo dire che tutte le parole spese da guide, siti, articoli su quanto sia mistica Rock of Cashel sono del tutto veritiere. Mi allontano, a fatica, solo quando i primi scomposti branchi di turisti si rovesciano fuori dai bus. Schivati per un pelo.
🔎Rock of Cashel in un box: ci vorrà circa un’oretta per ammirare i resti di questo antico complesso con la sua abbazia, la torre, la cattedrale e le suggestive croci celtiche che punteggiano il prato circostante. Prenota online dal sito ufficiale, costo del biglietto 8€ (nel 2026) . Il parcheggio è comodo e vicino, a pagamento.
Salgo in auto. Marito inizia a prenderci la mano a guidare a destra, perciò, mi rilasso fino alla prossima tappa. Kinsale, il villaggio più colorato d’Irlanda (o almeno così dicono).
Questo piccolo e mansueto paesino di pescatori è un delizioso patchwork di colori. Mi lascio prendere alla gola dalle bancarelle di cibo casareccio in piazza. Il sole, il mare, la pancia piena. Sono felice.
L’ultima tappa della giornata è il Killarney National Park. Sintetizzo così il mio incontro con questo parco nazionale: wow.
Wow per l’adorabile stanza del nostro B&b e per l’adorabile host che ci accoglie come se fossimo della famiglia. Per i calessi che circolano in strada indifferenti nei confronti del XXI secolo. Per l’eleganza di Muckross House. Wow per l’ambiente che circonda Ross Castle.
Posso dire senza alcun dubbio che il grande rimpianto di questo viaggio in Irlanda on the road 10 giorni è quello di non aver dedicato abbastanza tempo al Killarney National Park.
Faccio un salto a Killarney-paese per cena. Bandierine, gente vivace, facciate colorate. Non trovo modo migliore di terminare questa giornata se non con un delizioso piatto di fish&chips da Quinlan’s.
Dove mangiare? Da Quinlan’s, una piccola catena irlandese specializzata nella cucina di pesce. Il fish&chips è favoloso!
Dove dormire? O’ Sullivan B&b a Killarney un vero gioiellino e il padrone di casa molto cordiale e disponibile.
Giorni 3 e 4 dell’Irlanda on the road: Ring of Kerry
Ci sono alcune giornate che nascono storte. Ma ce ne sono altre che…oh sì, vanno magnificamente nel verso giusto. E oggi è una di quelle. Mi sveglio con un abbraccio infinito di marito e una crêpe con sciroppo d’acero e pancetta croccante (un binomio inaspettatamente delizioso).
Percorro strade fiancheggiate da laghi, macchie disgiunte dal cielo, e punteggiate da paffute pecore. Alle 9:00 sono già a Lady’s View dove il panorama è tutto per me.
Arrivata a Kenmare sono elettrizzata. Inizia il Ring of Kerry. LA strada panoramica per eccellenza, sull’isola. Il riassunto perfetto dell’indole irlandese.
Mi fermo in spiagge nascoste. Fiori spontanei, prati verde acceso. Sabbia bianca, spazi beatamente deserti. Rimango sbalordita dall’intensità dell’azzurro che mi circonda.
Nel corso degli anni sono stati davvero pochi i luoghi che sono riusciti a solleticare la mia anima. Ma una piccola nicchia chiamata White Strand è di certo uno di questi. Appena metto piede su questa spiaggia lacrime involontarie mi orlano gli occhi.
Nella mia testa penso che non ci sia NULLA che posso migliorare questo intimo angolo di mondo finché non sorprendo marito in ginocchio dietro di me, con un anello in mano. Festeggiamo mangiando un semplice panino con una dolce vista sull’oceano.
Il viaggio in Irlanda on the road procede a rilento. Mi fermo a ogni curva, a ogni deviazione che mi ispira fiducia. Una fiducia instancabilmente ripagata. Vado avanti così fino a Portmagee dove mi rintano, felice, in un alto B&b.
Il giorno dopo percorro il tratto di Ring of Kerry che va da Portmagee a Castlemain. Sarà il tempo grigio, l’impossibilità di imitare la giornata precedente, ma trovo questo tratto di costa meno spettacolare.
Rimango però piacevolmente sorpresa dalle scogliere, dai cavalli selvaggi, dai forti di un’isoletta dal nome Valentia Island.
Dove mangiare? O’Neills The Point Seafood Bar a Reenard ho divorato il salmone più buono della mia vita insieme a gustosissime chele di granchio. Per la seconda sera invece sono capitata in un insipido Quinlan’s con un insipido fish&chips.
Dove dormire? Atlantic Sunset a Portmagee e Murray’s Mountain View a Castlemain, la proprietaria è la cara-nonnina della situazione.
Giorno 5: la Penisola di Dingle
Non ho parole particolarmente lodevoli per questa lingua di terra che porta il nome Penisola di Dingle. Diciamo che il nostro rapporto non è mai decollato.
La colpa non è sua ma bensì di una (inaspettata quanto indesiderata) maratona che blocca l’unica e valorosa strada della penisola. Per t-u-t-t-a l’intera giornata. E la pioggia estremamente petulante non fa che aumentare la mia irritazione.
Perciò posso dirti ben poco visto che spendo quasi tutto il mio tempo girando in tondo in strettissime stradine di campagna che mi riportano, ogni volta, ostinatamente alla cittadina di Dingle. Dingle però la trova assolutamente piacevole (per quanto sia fradicia tra l’acqua del cielo e del mare).
Tiro dritto fino al mio alloggio. Ci arrivo montando la macchina su un traghetto che non pare avere orari; un viaggio di una manciata di minuti che però mi regala un arcobaleno squisitamente perfetto.
Dove mangiare? A pranzo un panino veloce a Dingle, per cena a Kilrush da Kellys Bar-Steak & Seafood House.
Dove dormire? Al B&b Colmàn House a Kilmihil.
Giorno 6: Cliff of Moher e Burren National Park
Devo ammettere una delle mie (tante) stranezze: non ho mai grandi aspettative per le “attrazioni” più famose di un determinato paese. Parto sempre altamente diffidente.
Così – con la mia buona dose di scetticismo – mi incammino verso le scogliere più famose d’Irlanda: le Cliff of Moher. Ventilate, comprensibilmente alte, formalmente possenti. Una goduria al brillio del sole. Tutto molto bello fino alle 10 di mattino, quando ormai le persone presenti superano per vastità le scogliere.
🔎Cliff of Moher in un box. Il consiglio supremo è: arriva presto, appena apre il sito (sopratutto se capiti nel fine settimana com’è successo a me). L‘ingresso è a pagamento, il costo dipende dall’orario che si sceglie: ti lascio il sito ufficiale per tutte le info. Considerando il patrimonio che rappresentano e come sono ottimamente conservate, secondo me meritano il prezzo del biglietto.
Mi defilo alla svelta, rimonto in auto e mi ritrovo ben presto in un paesaggio di roccia su roccia. Uno scenario che stona piacevolmente dal perenne manto erboso di questa Irlanda on the road. Sono al Burren National Park. Un “distretto pietroso”, per l’appunto, secondo la lingua gaelica.
Il Dolmen di Poulnabrone mi lascia di stucco così come la devozione di Lisdoonvarna, un paese-cupido per cuori solitari. (Per tutti i single in lettura qua si tiene il Match-making Festival, ogni ottobre).
Dove mangiare? McDermott’s Pub a Doolin, un pub tipico con ottimo cibo e musica irlandese dal vivo.
Dove dormire? Doolin Village accomodation, poco fuori il centro di Doolin.
Giorno 7: Isole Aran
Mi imbarco da Doolin in un mare irrequieto fin dal suo risveglio. Il traghetto – dondolando in modo concitato – mi porta fino a quella manciata di rocce che si intravedono nel ben mezzo all’oceano. Sono tre fedeli custodi della millenaria cultura gaelica. Le Isole Aran: Inishmore, Inishmaan e Inisheer.
Quando, da casa, progettavo il mio itinerario per visitare l’Irlanda on the road in 10 giorni, ammetto che ero alquanto titubante se includere o meno le Aran. E poi, una volta lì, l’ho fatto. Sono arrivata a Inis Mór, la maggiore delle isole ed è stato bellissimo.
Inis Mór
Appena messo piede sull’isola mi precipito a noleggiare una bicicletta. (Parentesi dovuta per ringraziare marito e la sua cocciutaggine nell’optare per una bici elettrica). Inizio a pedalare tra muretti a secco, colori smaglianti, qualche docile cavallo, un musetto di foca che appare timido dall’acqua. La serenità che regala quest’isola è indelebile.
Sfido un vento tenace e incredibilmente cocciuto per arrivare al forte Dún Aonghasa. Arroccato su una scogliera a 90 metri sull’Oceano Atlantico. Sono senza fiato. Che forza la natura, in Irlanda.
Inizia a piovere ma, come il vento, nemmeno io mi fermo. Mi spingo fino al così detto Wormhole, un buco rettangolare nella roccia. Qui l’oceano fa vedere i suoi muscoli. Sta arrivando una tempesta. Il rumore della pioggia si mescola pungente a quello delle onde. Rimango estraniata dal mondo – sbigottita – per alcuni interminabili minuti.
A fatica mi distacco dal luogo per tornare verso il porto. Faccio fatica a salutare Inis Mòr e forse lei fa fatica a salutare me/lasciarmi andare visto che il mare mi rema contro per tutto – l’interminabile, a mio avviso – tragitto di rientro.
Dove mangiare? The Pier Head Bar & Restaurant a Kinvara, posizione molto suggestiva e cibo ottimo (anche il pesce).
Dove dormire? Kinvara Guesthouse, è l’alloggio che in sincerità ho preferito di meno, però la posizione è ottima.
Giorno 8: da Galway a Dublino (da leggere ascoltando Galway Girl di Steve Earle)
Essere finalmente sulla strada per Galway cantando – ancora e ancora – Galway Girl è quello che più aspettavo in questo viaggio in Irlanda on the road.
Lungo il tragitto trovo il tempo per una breve tappa al Dunguaire Castle e poi via spedita per Galway.
Non so quello che mi aspettavo da questa cittadina conosciuta solo in musica, ma è stupore fin da subito. L’atmosfera è amichevole e allegra, tutto è colore, i pub neanche si contano, la seafood chowder seduce il mio palato. Giro felice per il centro, acquisto soddisfatta il famosissimo anello irlandese – Claddagh Ring – e nel primo pomeriggio riparto verso Dublino.
Dove mangiare? Quay Street Kitchen, la miglior zuppa di pesce (seafood chodwer) mai provata!
Dove Dormire? Non mi sono fermata a Galway per la notte, ripartendo direttamente per Dublino.
Giorni 9-10: Dublino
Eccomi agli sgoccioli di questo viaggio in Irlanda on the road. Concludo con lei, la capitale. Dublino. In questo articolo ti racconto l’itinerario per visitarla in due giorni, un lasso di tempo giusto per conoscerla.
Dublino è tanto simile quanto diversa all’Irlanda che ho conosciuto. Una città che ha un animo di paese, una capitale che vive di genuini incontri nei pub.
Dove dormire? Roxford Lodge Hotel, a circa 20 min a piedi dal centro. Le camere sono super confortevoli e la colazione ottima.
I miei indispensabili per il viaggio
- Parapioggia per gli zaini, in un paese gocciolante è fondamentale
- Così come un buon K-Way che ti salva sia dalla pioggia che dal vento
- Gente di Dublino, di J. Joyce. Un must da leggere per un viaggio in Irlanda.
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